Palazzo Pitti

Palazzo Pitti č situato nella sponda sud dell'Arno, a breve distanza dal Ponte Vecchio che lo collega a Piazza della Signoria. Il nucleo principale del palazzo risale al 1458 e fu la residenza di Luca Pitti, un banchiere fiorentino. Nel 1549 fu acquistato dalla famiglia dei Medici, che iniziņ una serie di ampliamenti che durarono per quasi tutti i tre secoli successivi.

Palazzo Pitti

Nel XIX secolo fu utilizzato da Napoleone I, per poi diventare per breve tempo il palazzo reale del nuovo Regno d'Italia dopo il 1860, prima della conquista di Roma nel 1871.

Nel 1549 il palazzo fu venduto da Buonaccorso Pitti ad Eleonora di Toledo, moglie del Granduca Cosimo I de' Medici. Contestualmente il palazzo fu ampliato da Ammanati e fu acquistato anche il terreno disponibile sul retro del palazzo per realizzare gli attuali Giardini di Boboli. Ulteriori ampliamenti si ebbero nel XVII e XVIII secolo. Vittorio Emanuele III cedette Palazzo Pitti allo stato nel 1919, trasformandolo in un insieme di gallerie e musei.

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